Cantucci di Prato

cantucci 1

Cantucci (or biscotti, as they are called in the States and UK), can’t tell you how many of those I ate when I lived in Tuscany. Actually it was one of my favourite dessert when I went at the restaurant. A nice glass of Vin Santo, the relaxed dipping of the cantucci in the golden boozy liquid. The most perfect way to end a dinner. Before Christmas I was unable to bake panettone so I indulged with backing plenty of cantucci and pandolce (a Genoese version of panettone) that I gave as a gift to family and friends. Searching for the best recipes I came across this one which is just perfect. I found it on a very reliable blog which I already known for years, Anice e Cannella. The only two changes I made have been replacing orange zest with lemon zest, which I much more prefer, and not brushing the cantucci with the egg (more out of laziness than anything else). A gift which my guinea pigs welcomed and appreciated very much. You can store them in nice tin boxes and bring them as a gift to friends who invite you over for dinner, maybe with a good bottle of Vin Santo!

Cantucci di Prato (original recipe from the blog Anice e Cannella)

450 g AP white flour
350 g sugar
250 g almonds, with skin
50 g warm melted butter
3 egg yolks
2 eggs
1/2 teaspoon baking powder
zest of one lemon
a pinch of salt

Lightly toast the almonds in the oven at 180° C for about 8′-10′.
When you start to smell the perfume toasted almonds remove from oven and let cool on the baking tray.
When cold coarsely chopped them with a knife.
Whip the eggs and the egg yolks (add a pinch of salt) together with the sugar until the mixture turns white.
Add lemon zest and warm melted butter.
Continue working with the electric whisk, gradually adding the flour which you previously sifted with baking powder.
Paoletta in the blog says that following this process results in crumbly biscuits.
If you prefer the more compact cantucci, sift the flour onto your work surface and pour in a well in the middle the egg mixture.
Add the almonds and, if necessary, shape into large loaves 3 fingers wide and 1 finger.
To shape the dough wet your hands with cold water (do not add flour) because the mixture is sticky. Place the loaves on a baking tray covered with baking paper.
Since the loaves will expand while baking she suggests to make a fold in the baking paper between one loaf and the other to prevent them from sticking together.
Bake the cantucci in a preheated oven at 180° C for about 30′.
The biscuits are ready when golden brown and, touching them, you feel that the loaves are firm inside.
Let them cool a bit (otherwise they will break when you try cutting them) and cut, slightly askew, the a thickness of about 1.5 cm.
Rearrange the cookies on a baking tray.
Put them back in the oven to brown on both sides, at about 100° for about 10′ on both sides, being careful not to let them brown on the outer side, otherwise they will become too hard.
Out of the oven let cool on a wire rack.
When completely cold store them in tins.

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Cantucci di Prato

I cantucci, mamma mia quanti ne avrò mangiati in Toscana, soprattutto al ristorante dopo cena. Un bel bicchierino di Vin Santo e il rilassato gesto dell’immersione del biscotto nel liquido dorato. Un modo semplicemente perfetto per chiudere un pasto. Sotto Natale non avendo tempo di sfornare panettoni mi sono sbizzarrita con confezioni di cantucci e pandolci genovesi che ho distribuito ad amici e parenti. Facendo un po’ di ricerca mi sono imbattuta in questa ricetta semplicemente perfetta, presa da un blog affidabilissimo e che già conosco da anni, Anice e Cannella. L’uniche due modifiche fatte sono state il sostituire la scorza d’arancia con quella di limone, che le preferisco, e non spennellare i biscotti con l’uovo (più per pigrizia che per altro). Un dono molto gradito ed apprezzato dalle mie cavie e che potete confezionare in scatole di latta e portare come omaggio agli amici che vi invitano a cena, magari con una bella bottiglia di Vin Santo!

Cantucci di Prato (ricetta dal blog Anice e Cannella)

450 g di farina 00
350g di zucchero
250 g di mandorle con la pelle
50 g di burro fuso tiepido
3 tuorli
2 uova intere
1/2 bustina di lievito per dolci
scorza grattugiata di un limone
un pizzico di sale

Tostate leggermente le mandorle nel forno caldo a 180° C per circa 8′-10′.
Quando iniziate a sentire un buon profumo di mandorla tostata togliete dal forno e fate raffreddare sulla placca del forno.
Quando freddate tagliate le mandorle grossolanamente.
Montate le uova intere e i tuorli (aggiungete un pizzico di sale) unitamente allo zucchero finché il composto diventa bianco.
Unite la scorza di limone e aggiungete il burro fuso e tiepido.
Continuare a lavorare con le fruste elettriche aggiungendo man mano la farina precedentemente setacciata con il lievito.
Paoletta nel blog dice che questa lavorazione da come risultato dei biscotti più friabili e ‘fini’.
Se si preferiscono i cantucci più compatti, rovesciate la farina sulla spianatoia e versateci dentro il composto non troppo montato.
Unite le mandorle e, se necessario, bagnando le mani con acqua fredda (non aggiungete farina) perché il composto è appiccicoso, fare 3/4 filoncini larghi ca. 3 dita e spessi 1 e disporli sulla placca del forno ricoperta di carta forno.
Siccome i filoncini cuocendo si allargano, potete fare una piega nella carta forno fra un filoncino e l’altro per evitare che in cottura gonfiandosi si attacchino fra loro.
Cuocete i cantucci in forno caldo a 180° C per circa 30′.
I biscotti sono cotti quando sono ben dorati e, toccandoli, si sente che i filoncini sono sodi all’interno.
Fateli raffreddare un po’ (altrimenti tagliandoli si spaccano) e tagliateli, magari leggermente di traverso, allo spessore di circa 1.5 cm.
Ridisponete i biscotti distesi di fianco sulla placca del forno.
Rimetteteli in forno a biscottare sui due lati, a circa 100° per circa 10′ su entrambi i lati, facendo attenzione a non lasciarli dorare dalla parte del taglio, altrimenti diventano troppo duri.
Fuori dal forno fate raffreddare su una gratella.
Una volta freddi si conservano benissimo in scatole di latta.

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