“Cuochi d’artificio”, creativity and a piadina that believed itself to be ravioli / “Cuochi d’artificio”, la creatività e delle piadine che si credevano ravioli

piadina that believed itself to be ravioli - piadine che si credevano ravioli 1

What is creativity? An impulsive motion triggered by sudden illumination which moves the pen, the brush, the fingers on the keys of a computer or a piano? Or rather is it an education to see, to hear, to reinterpret things that surround us? As Bruno Munari well says in his book “Fantasia” it is both. A reading I much enjoyed during my university study and which I’ve picked up lately to help me coming out with new ideas for the theme of the second episode of “Cuochi d’artificio” I have been cooking for. Obstacles are often an instrument for the development of new projects so I started from the assumption that the recipe should be prepared in a limited time and shouldn’t pose too many practical problems as long proofing times or handling a messy dough. The simplicity of a flat bread, modest, versatile, provides with a thousand possibilities of interpretation. And what if this piadina wanted to be something else? Maybe it would like to be turned into cannoli…or ravioli! To be able to come up with new ideas we need to subvert all preconceptions we have. Piadina is a staple of Rimini’s street food, stuffed with sweet or savoury filling. Is this recipe untouchable or can play with it to transform it to our liking? I decided to play with it, transforming it in a bite sized treat. One bite and the hand is already reaching out to the next “ravioli piadina”. Soft ricotta whipped with just the right amount of grana padano hits the tastebuds. Enough to salt and not cover the flavour of pistachios, which now creak under the teeth, and the one of chives, refreshed by a touch of lemon zest, an ingredient which is always able to bring back the dead. Blessed zest, blessed citrus flavours that make our palate sing! The hand is reaches out, but the plate is now empty.

This is the recipe told in words. Here you can find the video where it is explained step by step, and here you will find all the ingredients and quantities needed to make your taste buds dance. If you not so much into some of ingredients just be creative, customize the recipe, play with it, have fun. Use your imagination!

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“Cuochi d’artificio”, la creatività e delle piadine che si credevano ravioli (e forse anche un po’ cannoli)

Cos’è la creatività? Un moto impulsivo che nasce da un’improvvisa illuminazione e fa muovere veloce la penna, il pennello, le dita sui tasti di un computer o di un pianoforte? O piuttosto è un’educazione al vedere, al sentire, al reinterpretare? Un po’ uno e un po’ l’altro, come ben insegna Bruno Munari nel suo libro “Fantasia”, una lettura che ho tanto amato durante il periodo di studi universitari e che ho ripreso in mano ultimamente per accendere nuovi stimoli e studiare il tema della seconda puntata di “Cuochi d’artificio” alla quale ho partecipato. Gli ostacoli non sono che uno strumento per l’elaborazione di nuovi progetti perciò sono partita dall’assunto che la ricetta dovesse essere preparata in un tempo limitato e che non ponesse troppi problemi pratici come lunghi tempi di lievitazione o il maneggiare impasti troppo idratati. La semplicità di una piadina, pane modesto, versatile, dalle mille potenzialità. E cosa succederebbe se questa piadina si mettesse in testa di essere altro? Che ne so, un cannolo…oppure un raviolo! Sovvertire i preconcetti che abbiamo. La piadina gustata d’estate a Rimini, farcita dolce o salata, è forse intoccabile o possiamo giocarci a nostro piacimento? Ho deciso di giocare, di farla piccina piccina, a prova di boccone. Un morso e via, la mano corre già alla prossima piadina raviolata. La morbida carezza della ricotta amalgamata al grana padano. Il giusto per non coprire il sapore dei pistacchi, che ora scrocchiano sotto i denti, e dell’erba cipollina rinfrescata dalla scorza di limone, ingrediente che è sempre in grado di riportare in vita i morti. Beata scorza grattugiata, beato l’agrume che fa danzare i sapori! La mano si allunga ma oramai il vassoio è vuoto.

La ricetta ve l’ho raccontata a parole. Qui la potete trovare illustrata passo passo, mentre qui trovate tutti gli ingredienti e le quantità necessarie per far ballare le vostre papille gustative. Se non apprezzate qualche ingrediente siate creativi, personalizzateli, giocateci, divertitevi. Usate la fantasia insomma!

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