Braided Butter Bread / Treccia al burro

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Braided Butter Bread, Sunday breakfast’s favourite. As a child this rich and soft bread would appear on our table only on the seventh day of the week and was to be enjoyed with a thin layer of butter and a sweet homemade jam. Things have changed, growing up I adopted a lifestyle which minimizes the consumption of rich and fat food (even though the blog does not help) and the braid almost disappeared from my table if not for rare occasions of gratification that I allow myself every now and then. One of the main reason is it’s addictiveness, once cut it’s really hard to stop yourself and eventually the loaf disappears slice after slice. Lately, however, between a picnic and a brunch with friends I brushed off the recipe for this soft bread, rich in eggs and butter (although I really limited the amount of the latter ingredient). The original recipe I got inspired by is a Challah from Jeffrey Hamelman’s Bread book. I have modified slightly the amount of flour and replaced the vegetable oil with the butter. The result? A beautiful loaf, perfectly risen with a thick crust and a soft crumb. Maybe this bread will make a comeback on my table, but I’ll take care of baking mini braids!

Braided Butter Bread
335 g unbleached AP flour

165 g strong bread flour
40 g sugar
37 g egg yolk
70 g whole egg
35 g butter, softened
190 g cold water
9 g salt
4 g instant yeast

Combine all ingredients in a standup mixer, except the butter, and mix at low speed for 3′.
When the mixture begins to come together slowly add the butter.
Mix on second speed for 6′ or until all uniform and homogeneous.
Shape into a ball, let it rest in a bowl covered with plastic wrap at room temperature for one hour.
Deflate slightly and shape a ball, rest in a covered bowl for about an hour.
Put in refrigerator for 30′ to make the dough more manageable, form two rough rolls and let stand covered with clingfilm for about 15′ on a worksurface that hasn’t been floured.
Shape two long and fine sausages and braid as shown in the photo and let stand, covered with plastic wrap on a baking sheet lined with parchment paper for about 30′.
Put in the fridge for about 6 hours .
Outside fridge leave at room temperature about 2 hours.
Bake in preheated oven at 180° C, for 25′.
If at this stage the bread is already very dark, cover with aluminum foil and put on ventilated mode.
Bake an additional 15′.
Let cool on a wire rack.

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Treccia al burro

La treccia al burro, il pane della colazione domenicale. Sin da bambina questo pane ricco e morbido si presentava alla nostra tavola il settimo giorno della settimana, da gustarsi rigorosamente con un velo di burro e una dolce marmellata fatta in casa. Le cose sono cambiate, crescendo ho adottato uno stile di vita che cerca di minimizzare l’ingestione di cibi troppo ricchi e grassi (anche se il blog purtroppo non aiuta e mi ha portata a subire una notevole regressione rispetto ai miei propositi salutistici) e la treccia è quasi scomparsa dalla mia tavola se non per fare capolino nelle rare occasioni di gratificazione che mi concedo. Anche perché una treccia mica è roba da scherzare, una volta sulla tavola è veramente dura darsi un freno e facilmente la pagnottona scompare fetta dopo fetta. Ultimamente però tra brunch tra amici e picnic sono tornata ad interessarmi a questo pane morbido e ricco di uova e burro (anche se mi sono davvero limitata con le quantità di questo ultimo ingrediente). La ricetta originale è quella della Challah di Jeffrey Hamelman e del bellissimo volume Bread. Ho modificato leggermente le quantità di farina e sostituito l’olio vegetale con del burro perché di mangiare una treccia di pane fatta con olio proprio non me la sento! Il risultato? Una bella trecciona lievitata, con una crosta spessa e saporita e una mollica morbida. Chissà che la treccia non faccia capolino sulla mia tavola un poco più spesso, magari in versione mignon!

Treccia al burro
335 g farina 0
165 g farina manitoba
40 g zucchero
37 g rosso d’uovo
70 g uovo intero
35 g burro ammorbidito
190 g acqua fredda
9 g sale
4 g lievito di birra istantaneo

Unite tutti gli ingredienti nella planetaria, tranne il burro, e mischiate a velocità minima per 3’.
Quando l’impasto inizia ad uniformarsi aggiungere lentamente il burro.
Impastate sulla seconda velocità per 6’ circa o finché tutto uniformato ed omogeneo.
Formate una palla, lasciatela riposare in ciotola coperta con pellicola a temperatura ambiente per un’ora.
Sgonfiate leggermente e riformate la palla, lasciate di nuovo a riposo nella ciotola coperta per circa un’ora.
Riponete in frigo per 30’ per rendere l’impasto più maneggiabile, formate due salsicciotti tozzi e lasciateli riposare coperti con pellicola per circa 15’, su un ripiano non infarinato.
Formate due salsicciotti lunghi e fini e formate la treccia come mostrato dall’illustrazione in foto e lasciate riposare, coperta con pellicola, su una teglia rivestita con carta da forno per circa 30’.
Riponete in frigo per 6 ore circa.
Fuori frigo lasciate a temperatura ambiente circa 2 ore.
Cottura in forno preriscaldato a 180°C per 25’.
Se a questo stadio è già molto scura coprirla con un foglio di alluminio e mettere in modalità ventilata.
Cuocere altri 15’.
Fate raffreddare su una gratella.

16 thoughts on “Braided Butter Bread / Treccia al burro

  1. Meraviglia delle meraviglie! ma trattasi per caso della realizzazione definitiva di quella bella treccia che dominava la tua colonna a dx? Io lo so che bisognerebbe stare attente, limitare i grassi, i carboidrati, ma come si fa a privarsi del piacere di una fetta di questo pane con burro (ancora!) e marmellata? no, non si può. Dovrebbe essere proibito dalla legge! sappi inoltre che invidio molto la treccia per la sua “pelle” levigata e lucidissima… buon we Lou!

    • Ciao Margherita!
      Che ridere, ho appena finito di commentarti…ma la smettiamo di essere telepatiche????
      Ahahhahahha, guarda io dovrei stare a dieta rigorosa perché faccio agopuntura.
      Nelle ultime due quasi tre settimane è stato un disastro…uno sgarro a base di éclairs e si son rotti gli argini…della serie zuccheri o grassi un giorno si e un giorno no.
      E meno male che sono in pausa del trattamente che sennò la mia dottoressa mi fucilerebbe…spero a giugno sia tutto stabile sennò mi becco un supercazziatone :D
      Le tue madeleines son divine, lo sai?
      Adesso faccio le foto alle mie, perché dopo averne assaggiata una son qua trepidante…ne voglio almeno una seconda :D
      Ti mando un abbraccione e uno splendido weekend a te
      Baci
      Lou

  2. Uff!!! ma perchè le cose buone non fanno anche bene? una volta ero sfitzera, pensa che non ho toccato un grammo di zucchero per 2 anni, ti rendi conto??? adesso non riesco proprio a resistere, inutile che me lo imponga. Magari ci vorrebbe una dottoressa che mi fa i cazziatoni ;)
    buon weekend cara

  3. Ciccia, cosa posso dire? io se potessi mangerei la qualunque, e invece devo fare molti sacrifici purtroppo. Pensa che praticamente quasi tutto quel che preparo per il blog lo mangiano altri :(

    Ma…mi avete tutti fatto venire curiosità per il libro di Hamelman…mi sa che alla fine gira che ti rigira me lo prendo pure io. Magari adesso che vengo su me lo fai sfogliare così mi faccio un’idea :)

    Bella la tua treccia, così lucida! Ideale per la colazione…mamma mia che buona! *__*

    Ti bacio tanto amica mia, forza che è venerdì!
    :*:*:*

    • Ciccia mia ma secondo te quanto son stordita da uno a cento?
      Io pensavo di aver risposto ai commenti…ahhahah madonna santa!
      Beh che ti credi la mia capa ogni volta che le dico di non prendere nulla per la merenda sua e della bambina fa la ola e il congelatore lo vedrai, ha vita propria :D
      Il libro potrai sfogliarlo tutto ma non ho dubbi, ti innamorerai dopo 3 pagine!!!
      Ma troppo bello che arrivi tra una settimana <3 <3 <3
      Bacissimi

    • Vero, il libro di Hamelman è una meraviglia vera…adoro le illustrazioni.
      Michela quando verrà a trovarmi mi ha già detto che lo vuole sfogliare ma so già che si innamorerà anche lei al primo colpo ;)
      Grazie per i complimenti, senza Hamelman non sarei riuscita a fare una formatura così armonica
      Ti mando un grande abbraccio e buon weekend

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