A friendship’s tale: Msemmen bread from Morocco / Storia di pane e amicizia: lo Msemmen dal Marocco

msemmen 2

This is a special bread, a bread of friendship. A bread to tear and share. My friend Amal taught me ho to prepare and bake it. I met her at a swap event in Chiasso, “Il trovatutto”, which is held monthly in a recreational center in town. I started going to it when I realized that many things stored during my last move weren’t of use anymore. Simply they stayed several months in the boxes without me noticing. An old mirror, some jeans I was given but never wore, things like this. Since waste is not an option in my house I was more than glad when my path crossed the one of “Il trovatutto”. I got rid of many things and met new people, and among them Amal. Funnily enough we met over our passion for food and baked goods.

It is custom at this swap event to bring an afternoon snack, and that day I was asked by Elisabetta (the brains behind “Il trovatutto”) to bring something. I baked and brought my “famous” and much loved Chocolate Babka, Amal brought her Msemmen bread. She tried mine and I tried hers, fell in love with one another recipe and decided to meet up as soon as possible to bake together and swap recipes. And so it went, a few weeks after our encounter we were able to meet at her place where I showed her how to bake Babka and she generously taught me how to make this gorgeous traditional bread. Msemmen take time to prepare, it needs sensitivity. Writing down the steps is not very easy, that’s why I suggest you to see this video I found on youtube, one, two, three times. You will eventually be able to replicate this bread, even though the feeling is that mastery of this technique comes only with many baking sessions. Trust me, it’s worth it. Not only for the gorgeous bread, but also for the relaxing and almost meditative feeling given by spreading the dough with your hands.

Msemmen
x 8 pieces

300 g AP flour
180 g semolina flour
280 g warm water
8 g salt
2 g dry yeast
½ cup vegetable oil
½ cup melted butter

Approximately 60 g of semolina flour to dust

In a cup mix the vegetable oil and melted butter.
Mix the flours, yeast and salt.
Add the water and knead into a dough and work it until you have a smooth and compact ball, soft but not sticky.
Let dough rest 10′ to make it soft and manageable.
Divide dough in two by two until you have 8 pizza-like balls, dip them in the oil and butter mixture and set aside on a tray flatten them out just slightly.
Pour a little oil and butter mixture on the work surface and flatten one ball at a time, using your hands, until you have a thin veil.
Fold it in 3 until you get a square, with every folding sprinkle before with with oil and butter mixture and some semolina flour.
Place on the tray and do the other balls.
Place a frying pan on high heat, with some butter and oil mixture.
Take the first square you folded, on the greased work surface flatten it out with your hands trying to keep its square shape.

It has to quadruple its volume.
Sprinkle the top with semolina.
Put in the frying pan, if it puff on one side just turn it so that it cooks uniformly.
Sprinkle with oil and butter mixture and turn.
Sprinkle with semolinsa flour, oil and butter mixture.
Cook until golden brown, place on a plate and proceed with the others.

msemmen 1

Storia di pane e amicizia: lo Msemmen dal Marocco

Questo post parla di un pane speciale, che ha fatto nascere un’amicizia. Un pane da strappare e condividere. La mia amica Amal mi ha insegnato a preparare l’impasto e cuocerlo. Mia coetanea, marocchina dal volto bellissimo e due profondi occhi neri, Amal l’ho conosciuta ad un evento mensile di baratto di oggetti e vestiti che si tiene mensilmente a Chiasso, la mia città. Ho iniziato a frequentare “Il trovatutto ” quando mi sono resa conto che molte cose inscatolate durante il mio ultimo trasloco giacevano ancora nelle scatole, inutilizzate. Un vecchio specchio, un paio di jeans regalatimi ma mai indossati, cose così. Dal momento che lo spreco non è un’opzione contemplata in casa mia sono stata più che felice di scoprire questo evento così vicino a casa mia. Mi sono liberata di molte cose che hanno trovato nuova vita e ho conosciuto tante persone, e tra loro Amal. Ed è stata la nostra passione per il cibo e la cucina a farci conoscere. Al “Trovatutto” è consuetudine che qualcuno, a turno, porti qualcosa per fare merenda e quel giorno Elisabetta (la mente dietro “Il trovatutto”) mi chiese se volevo portare qualcosa. Quel giorno sfornai la mia prima “famosa” Babka al cioccolato e Amal portò il suo pane msemmen. Io assaggiai il suo pane, lei il mio e ci innamorammo l’una della ricetta dell’altra così ci scambiammo la promessa di trovarci al più presto per cucinare insieme e condividere le nostre ricette. E così fu, qualche settimana dopo il nostro primo incontro andai a casa sua. Io le insegnai a fare la Babka e lei generosamente mi fece vedere tutte le fasi necessarie per fare questo splendido pane tradizionale marocchino. Gli msemmen richiedono pazienza e delicatezza nella lavorazione. Descrivere questa lavorazione a parole non è molto facile questo che vi consiglio di guardare questo video che ho trovato su youtube. Guardatelo una, due, tre volte. Solo dopo un’attenta osservazione sarete in grado di replicare questo pane, anche ho come l’idea è che la padronanza di questa tecnica venga soltanto con numerose prove. Fidatevi di me, ne vale la pena. Non solo per il pane che è bellissimo e buonissimo, ma anche per la sensazione di relax quasi meditativo data dallo stendere l’impasto con le mani.

Msemmen
x 8 pezzi

300 g farina 00
180 g farina di semola
280 g acqua tiepida
8 g sale
2 gr lievito di birra in polvere
½ tazza olio di semi
½ tazza burro fuso

60 g di semola circa per spolverare

In una tazza mischiate ½ olio di semi e ½ burro fuso.

Unite le farine, il lievito e sale e unite l’acqua poco alla volta.
Impastate finché otterrete un impasto omogeneo, compatto e morbido ma non appiccicoso.
Lasciate riposare impasto 10’ per renderlo più soffice e lavorabile.
Dividete impasto a due per due finché avrete 8 palline tipo pizza, intingetele nel mix di olio e burro e mettete a riposo su un vassoio, schiacciandole leggermente.
Sulla superficie di lavoro versate un poco del mix di olio con burro e con le mani stendete una pallina finché otterrete un velo fine, ripiegate l’impasto su sé stesso con pieghe a 3 finché avrete un quadrato.
A ogni piega cospargere con olio e burro e un po’ di semola.
Mettere sul vassoio e fare le altre paline.
Mettete una padella, con del mix di olio e burro, al massimo del calore.
Prendete il primo quadrato che avete fatto e stendetelo di modo che mantenga la forma quadrata ma che quadruplichi di volume.
Spolverate la parte superiore con semola.
Mettete a cuocere, se gonfia da un lato girate in modo che gonfi uniformemente.
Versate un goccio di mix di olio e burro e girate.
Ricoprite con semola, olio e burro.
Continuate a rigirare finché ben dorati e proseguite con gli altri msemmen.

20 thoughts on “A friendship’s tale: Msemmen bread from Morocco / Storia di pane e amicizia: lo Msemmen dal Marocco

  1. Mi piace la ricetta, ma soprattutto mi piace questa bellissima idea del trovatutto e dello scambio di cose per noi inutili che giustamente per qualcuno possono servire!!!!
    E come hai detto te bello scoprire tra tante cose “inutili” nuove amicizie sempre INDISPENSABILI!!!!

    • Grazie Mila!
      Si il trovatutto è geniale…soo che adesso con il nuovo lavoro al venerdì lavoro e non ci posso più andare :(
      È un incontro fisso molto bello per promuovere socialità ed integrazione e combattere gli sprechi.
      Un abraccio e buon inizio settimana
      Lou

  2. La cucina unisce, riappacifica, rilassa, appaga, collega. La cucina più di ogni altra passione sa fare tutto questo …e tu e la bellissima Amal ne siete prova.
    Pane e Amicizia sono due parole che stanno bene insieme, vanno a bracetto e se la ridono del resto.
    Una bellissima preparazione, Lou!

    Abbraccio te e Amal, buon inizio di settimana :*:*:*

  3. …. e questa delizia piena d’amore e amicizia non me la porti nel cortile del Castello per la raccolta di panissimo dove ci sono tanti altri bellissimi pani a tenergli compagnia? Un bascione e buona settimana… <3

  4. bella la storia, bello il pane, belle voi.
    questi sono i post e le ricette che più preferisco, e tu come al solito non disattendi mai le aspettative di accoglienza che si ha nel frattempo che il mio pc carica la pagina del tuo blog : )))
    un abbraccio fortissimo!!

  5. Un bell’esempio di comunità il mercatino. Io sul mercatino dell’usato di Cagliari ci ho fatto la tesi di laurea,,, E’ più spontaneo e meno organizzato del vostro.
    Il mercatino è un posto di incontro non solo di persone ma anche di culture, e i risultati si vedono.
    :-)

  6. Io ieri sera aspettavo il tuo post sul divano mentre gongolavo per la vittoria dell’oscar, ma niente. Quindi niente sogni strani. Ma un risveglio stupendo! come sarà bello dichiarare l’affetto agli amici tramite le ricette??? io ultimamente faccio solo questo.
    Conosco questo pane… credo di aver pagato un sovrapprezzo nel riad a Marrakech per quanto ne ho mangiato!

  7. la storia dell’incontro con Amal e lo scambio di ricette è emozionante…ora tu conosci qualcosa in più del suo mondo e del suo modo di vivere e mangiare e lei a sua volta del tuo! bellissimo realizzare come le barriere e le distanze culturali scompaiano davanti ad un tavolo

    grande Lou!
    un bacione

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