Smithy Loaf, or about Twelve Loaves and the pleasure of unfussy baking / Smithy Loaf, o anche di Twelve Loaves e il piacere di una semplice infornata

smithy loaf 1

Keep it simple. This is this month’s Twelve Loaves theme, as beautifully explained by the talented Rossella in her blog Ma che ti sei mangiato?. Simplicity can freeze. Always in search of the elaborated techniques, which require time and effort but reward with breathtaking results and oh so many compliments we forget about the joy of a simple, quick bake. Yes baking can be rewarding with little efforts, using basic ingredients and techniques you can obtain delicious results within one hour sharp.

It took me a while to find the right recipe for this month’s theme, at first I was attracted by my grandma’s Yorkshire Pudding’s recipe which failed miserably but is still pinned on my board, awaiting for a heavily greased baking pan and a little bicarbonate of soda in the flour to manifest itself in it’s beauty. I had already seen the beautiful results of Manuela’s effort and didn’t want to replicate such a loaf. How could I after her beautiful no-knead bread? Besides being already obsessed by my focaccia’s long fermentation (it’s coming, no fear!) I wanted something really easy and quick to deal with and there was no way I would use tons of yeast or produce a loaf in less than 10 hours. After much thinking it came to my mind that I have a book with a whole section dedicated to easy and quick breads. Actually this book introduced me, almost 17 years ago, to bread baking. “The Bread Book” by Linda Collister & Anthony Blake is nothing to get crazy about considered the very high standards of today’s bread baking publications but still has some nice recipes that can inspire. Surely I will be replicating it’s Cottage Loaf recipe and converting it to the use of sourdough, as soon as I get some time on my hands. Anyway back to the recipe. This loaf has been a beautiful surprise to me. It’s flavour is simple but heartwarming, perfect to match a good ol’ cuppa. I shared this tiny loaf with my parents and friends Francesca and Riccardo, the creative minds behind Studio Asparagus (Riccardo took these beautiful pictures of my baking hands) and proud parents of beautiful Noah. Pretty sure the loaf was to be well received by my parents I wouldn’t have dreamt little Noah’s response to it, in fact I was a little scared he would refuse it. Literally in love with this cake, he kept asking for another slice and we agreed they would take home what was left to eat it as an afternoon snack. Nothing is more satisfying than a 3 year old kid’s seal of approval, don’t you think so too? I hope you’ll love this recipe as much as we did. Just spread a thin layer of salted butter and enjoy it with a nice warm cup of black tea, the british way!

Smithy Loaf
x one 15 x 8 cm tin

55 g butter
170 g sultanas
1 tsp allspices mix (you can make your own)
½ tsp bicarbonate of soda
a pinch of salt
55 g muscovado sugar
130 ml boiling water
115 g AP flour
½ tsp baking powder
1 egg, beaten

Preheat oven at 180°C.
In a pan mix butter, sultanas, allspices mix, bicarbonate of soda, salt, muscovado sugar and boiling water.
Stir until all evenly blended and simmer on a low temperature for about 5’.
Cool slightly the mix then add the flour and beaten egg.
Pour the mixture into a heavily buttered tin loaf.
Bake 40’.
To check whether the cake is ready insert a clean toothpick.
If it comes out clean and dry the cake is evenly baked.
Let the loaf cool in the tin.
Take out the loaf and wrap it up in greaseproof paper until the next day, this way it will improve it’s flavour.

Here you can check out other simple but delicious recipes for this month’s Twelve Loaves:

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Smithy Loaf, o anche di Twelve Loaves e il piacere di una semplice infornata

Keep it simple . Questo è il tema di Twelve Loaves di questo mese, come spiega la talentuosa Rossella nel suo blogpost dedicato. La semplicità può impietrire. Sempre alla ricerca di tecniche elaborate, che richiedono tempo e fatica ma ricompensano con risultati mozzafiato e tanti complimenti, ci dimentichiamo la gioia che può procurare una ricetta senza fronzoli. Sì, è possibile ottenere ottimi risultati con ingredienti semplici, un’oretta netta di lavoro al minimo dello sforzo e solo un paio di caccavelle da pulire come disturbo. Mi ci è voluto un bel po’ per trovare la ricetta giusta per il tema di questo mese, in un primo momento attratta dalla ricetta di mia nonna degli Yorkshire Puddings, falliti miseramente ma in attesa di una teglia molto unta e un po’ di bicarbonato di soda nella farina per manifestarsi in tutto il loro splendore (arriveranno prima o poi!). Avevo già visto i bei risultati di Manuela e mi sono arresa all’evidenza. Come avrei potuto affrontare un pane semplice dopo aver ammirato questa bellissima pagnotta no-knead? Sorvolando la mia ossessione per la lunga lievitazione in frigo della mia focaccia (che arriverà prestissimo, non temete!) volevo qualcosa di veramente facile e veloce da affrontare. Ovviamente evitando di usare tonnellate di lievito o di produrre un pane in meno di 10 ore. Dopo molto pensare mi è tornato alla mente un libro che possiede un’intera sezione dedicata ai pani facili e veloci. In realtà questo libro mi ha iniziata, quasi 17 anni fa, alla panificazione domestica. “The Bread Book” di Linda Collister & Anthony Blake è, considerati gli standard molto elevati delle pubblicazioni attualmente in circolazione sul pane, un libro decisamente basico e nulla di che strapparsi i capelli ma alcune ricette sono ancora interessanti. È un po’ che penso di replicare il Cottage Loaf, il primo pane che feci, convertendo la ricetta per l’utilizzo del lievito madre. Comunque torniamo alla ricetta. Questo pane dolce è stata una bella sorpresa. Il suo sapore è semplice e scalda il cuore, perfetto da gustarsi con una buona tazza di tè in pomeriggi freddi come questi. Ho condiviso questa piccola pagnotta con i miei genitori e i miei amici Francesca e Riccardo, le menti creative di Studio Asparagus (segnalo queste belle immagini dellemie mani alle prese con la produzione di panini e grissini) e orgogliosi genitori del bellissimo Noah. Sicura che il pane ricevesse una calda accoglienza da parte dei miei genitori non mi sarei mai sognata la reazione entusiasta di Noah, anzi in realtà avevo un po’ paura che l’avrebbe schifata. Quanto mi sbagliavo! Letteralmente innamorato di questa torta continuava a chiederne un’altra fetta, cosi abbiamo concordato che avrebbero portato a casa il pezzetto che era rimasto, da mangiare a merenda. Niente è più soddisfacente dell’apprezzamento da parte di un treenne per qualcosa che si è sfornato, non credete? Spero vi innamoriate anche voi di questa ricetta, e perché non gustarne una fetta spalmandola con un sottile velo di burro salato proprio come si usa nella terra di Albione?

Smithy Loaf
x una tortiera di 15 x 8 cm

55 g burro
170 g uva sultanina
1 cucchiaino di allspices mix, anche detto pimento (potete creare voi un vostro mix con cannella, zenzero, noce moscata, chiodi di garofano, semi di coriandolo e cumino)
½ cucchiaino di bicarbonato di sodio
un pizzico di sale
55 g zucchero muscovado
130 ml di acqua bollente
115 g farina 00
½ cucchiaino di lievito in polvere
1 uovo sbattuto

Preriscaldate il forno a 180° C.
In una padella unite burro, uva sultanina, allspices, bicarbonato di sodio, sale, zucchero muscovado e acqua bollente.
Mescolate fino ad ottenere un composto omogeneo e cuocete a bassa temperatura per circa 5′.
Fate raffreddare leggermente il mix poi aggiungete la farina e l’uovo sbattuto.
Versate il composto in uno stampo per plumcake precedentemente imburrata e fate cuocere 40′.
Per verificare se la torta è pronta inserire uno stuzzicadenti, se esce pulito e asciutto la torta è cotta uniformemente.
Lasciate che il pane raffreddi nello stampo.
Quando sarà completamente freddo avvolgetelo in carta oleata fino al giorno successivo, in questo modo acquisterà più sapore.

Le altre semplici ma stupende proposte per Twelve Loaves di questo mese:

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16 thoughts on “Smithy Loaf, or about Twelve Loaves and the pleasure of unfussy baking / Smithy Loaf, o anche di Twelve Loaves e il piacere di una semplice infornata

  1. Fava del mio stropicciato cuor, ho provato a cliccare sul link delle tue mani ma non si apre…ci sono rimasta male >.<
    Se un treenne ha apprezzato, sono certa apprezzerei anche io, che peraltro mi strafogherei di tutto ciò che prepari tu.

    Sei stata il mio primo sorriso stamattina, io ti adoravo e tu lo sapevi!!! <3

    Non perdevamoci di vista, bella sfizera teteska :D
    Ti bacio forte e chiaro
    :*

  2. Voglio ripetizioni private da te, Lou! In questo periodo sono un disastro totale! Con la panificazione poi…lasciamo stare…gli ultimi tentativi sono stati davvero deludenti e mi arrabbio ancora di più perché ho pochissimo tempo per fare quello che vorrei…
    Mi appunto questa ricetta che sembra essere alla mia portata del periodo.
    Baci!

    • Cara Angiola,
      non demordere…sai quanti periodi non ho avuto e quanti mi aspettano!
      La panificazione ha bisogno di tempo e niente stres, cosa non facile.
      Quello che mi sento di consigliarti è puntare su tecniche no knead e lunga lievitazione in frigo.
      Vai a spiare la ricetta no knead di Manuela di con le mani in pasta, magari può risollevarti il morale :)
      se provi questa torta fammi sapere che ne pensi ;)
      Un abbraccio e buon weekend
      Lou

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