An exotic Three King Cake Bread, new discoveries are all about forgotten ingredients / Una Corona dei Re Magi esotica, le nuove scoperte che nascono da ingredienti mancanti

corona re magi 1

Festivities and tradition, once again. Today it’s Epiphany and the winter holiday season is over. Of course this should be a sad day, routine just a day from us. But there’s a special treat that makes the last day of holiday sweet. There are many versions around the world of the Three King’s Cake, French call it Gallette des Rois and make it with puff pastry and an almond filling, Spanish people have Rosca de Reyes, Swiss have the Koenigskuchen. A very soft brioche shaped into buns, closely disposed around a central bigger roll. One of the buns hides a ceramic or plastic King figurine and the lucky one who finds it is the house’s King for a day and is granted a beautiful cardboard crown. Since my childhood I loved this bread, especially because I would always find the King. Something my sister really didn’t appreciate. This year I totally forgot to buy my own bread in time and decided to try and bake my own, adapting my own brioche recipe. Not only I forgot to buy the bread, but while scaling the ingredients I realized I had no milk nor raisins. So me!!! Having some coconut milk stored for curries I thought of giving it a shot. The result is very interesting. Even thought the crumb is very compact and dense the flavour is superb. Usually not a huge fan of coconut this recipe left me hestatic at the first bite. I will surely improve this recipe and try to see whether it is possible to obtain a lighter and fluffier crumb, for now I can declare myself quite satisfied. Strangely enough this year I haven’t found the King yet, will be waiting to see who finds it when my parents come over for tea! Here is my exotic Three King Cake Bread.

An exotic Three King Cake Bread
makes a 19 cm/7,5 inches bread

250 g AP flour
50 g refreshed sourdough( hydrated at 50%)
60 g coconut milk
30 g butter
40 g sugar
1 g salt
2 eggs
25 g raisins, soaked 30 ‘ in warm water and drained
1 egg to brush
1 almond and 5-6 more to shred and decorate the bread

In a saucepan gently warm up the coconut milk.
Pour it in a bowl and add the sourdough broken into pieces.
Add the sugar and mix at low speed until the sourdough is dissolved.
Combine the flour, beaten egg, butter, raisins and for last add the salt.
Knead on a smooth worksurface until you get a smooth elastic dough, it must not be sticky.
Put in bowl, cover with plastic wrap and let rise until doubled at room temperature for about 3 hours.
You can speed up the leavening putting the bowl in the oven with the light on or with a pot of boiling water on the bottom pan.
Shape 6 balls 60 grams each and a bigger one with the remaining dough.
Hide a whole almond in one of the balls, this will be your King.
Arrange the smaller balls attached to the larger ball at the center, I would recommend to lightly wet the sides of the dough so that the buns stick properly together while rising.
Let rise at room temperature until doubled, about 3 hours.
Do the same as instructed previously if you want to accelerate the rise.
Bake in cold oven at 180° C with steam (a saucepan or a pyrex dish filled with water), for 20′ after which you will remove the source of steam and bake another 8′ at the same temperature.
Lower at 150° C and bake 10′.
Out of the oven let cool on a wire rack.

corona re magi 2

Una Corona dei Re Magi esotica, le nuove scoperte che nascono da ingredienti mancanti

Continuiamo con le feste e tradizioni della stagione natalizia. Oggi è Epifania e la stagione delle vacanze invernali è finita. Naturalmente questo dovrebbe essere un giorno triste, la routine è dietro l’angolo. Ma c’è una ricetta della Torta dei Re Magi, i Francesi la chiamano Gallette des Rois che per loro è un dolce di pasta sfoglia ripieno di mandorle, gli Spagnoli hanno il Rosca de Reyes, gli Svizzeri hanno la Koenigskuchen. Una brioche molto morbida con la quale si fanno delle palline disposte intorno ad una pagnotta di impasto più grande posta al centro. Uno dei panini racchiude una figurinadi Re Magio in ceramica o plastica e il fortunato che la trova è il Re/Regina della casa per un giorno, guadagnandosi pure una bella corona di cartone. Fin dalla mia infanzia ho amato alla follia questo pane, soprattutto perché ho quasi sempre trovato il re. Una cosa che ha sempre fatto inviperire, non a torto, mia sorella. Quest’anno ho completamente scordato di comprare la corona per tempo e ho deciso di provare a sfornarne una, adattando la mia ricetta per la brioche. Non solo ho dimenticato di comprare il pane tradizionale, ma mentre pesavo gli ingredienti mi sono resa conto che non avevo né latte né uvetta. Una cosa tipica da me! Avendo un bel po’ di latte di cocco in dispensa per fare il mio amato curry ho pensato di provare a sostituire così il latte vaccino nella ricetta. Il risultato è molto interessante. Anche se la mollica è molto compatta e densa il sapore è eccellente. Di solito non sono una grande fan del cocco ma questa ricetta mi ha mandata in estasi fin dal primo morso. Lavorerò sicuramente per migliorare la ricetta, proverò a vedere se è possibile ottenere una mollica più leggera e soffice, ma per ora posso dichiararmi abbastanza soddisfatta. Stranamente quest’anno non ho ancora trovato il Re (quest’anno una mandorla, pensavo di avere una vecchia figurina di Re Magio in giro ma non l’ho trovata) e attendo di vedere chi lo troverà quando i miei genitori verranno più tardi per il tè! Eccola qua, la mia Corona dei Re Magi esotica!

Corona dei Re Magi esotica
x un pane di 19 cm di diametro

250 g Farina Bianca Nostrana del Mulino di Maroggia (disponibile presso Migros)
50 g pasta madre rinfrescata (idratata al 50%)
60 g latte di cocco
30 g burro
40 g zucchero
1 g sale
2 uova
25 g uva passa, ammollata 30’ in acqua tiepida e strizzata
1 uovo per spennellare
1 mandorla e 5-6 mandorle da tritare per la decorazione

Fare intiepidire il latte di cocco in un pentolino.
In una ciotola versate il latte di cocco e spezzettatevi dentro la pasta madre.
Aggiungete lo zucchero e frullate a bassa velocità finché la pasta madre si scioglie.
Unite la farina, un uovo sbattuto, il burro e da ultimi le uvette e il sale.
Lavorate su un piano liscio finché otterrete un impasto elastico e non appiccicoso.
Riponete nella ciotola, coprite con pellicola e fate lievitare fino al raddoppio, a temperatura ambiente per 3 ore.
Potete velocizzare la lievitazione nel forno con la luce accesa oppure con un pentolino di acqua bollente sulla teglia inferiore.
Formate 6 palline da 60 grammi e una pallina più grande con il restante impasto.
In una delle palline celate una mandorla intera che fungerà da Re Magio.
Disponete le palline più piccole attaccate alla palla più grande posta al centro, consiglierei di bagnare leggermente i lati dell’impasto centrale in modo che le paline si fondano durante la lievitazione.
Lasciare lievitare a temperatura ambiente fino a raddoppio, circa 3 ore.
Vale lo stesso discorso di prima per accelerare la lievitazione.
Infornare in forno freddo a 180°C con vapore (un pentolino e una teglia in pirex con un dito d’acqua), per 20’ dopo di che togliere la fonte di vapore e cuocere 8’.
Abbassare a 150°C e cuocere 10’.
Fuori dal forno lasciare raffreddare su una gratella.

20 thoughts on “An exotic Three King Cake Bread, new discoveries are all about forgotten ingredients / Una Corona dei Re Magi esotica, le nuove scoperte che nascono da ingredienti mancanti

  1. Che bella la tua corona…la versione con il cocco mi ispira assai…la mia l’ho preparata con il lievito di birra un po’ per mancanza di tempo…ma anch’io ho usato il cocco…non avevo gli zuccherini e l’ho decorata con il cocco grattuggiato secco:-)

    • Geniale Marta!
      Bisogna industriarsi ;)
      Purtroppo non ho avuto tempo di fare gli zuccherini, avevo pure trovato la ricetta online ma ieri ho preparato la corona, dei muffin con la barbabietola, l’impasto per la focaccia e un preimpasto per un pane…poi all’ultimo è venuta un’amica a bere il thé!!!!
      Se ti piace il cocco prova una volta a usare il latte di cocco negli impasti perché ti assicuro, conferisce una dolcezza e un sapore unici.
      L’unica cosa secondo me è che si rischia di avere un impasto gnucco, ma nei prossimi giorni sperimenterò un po’ magari usando il mio lievito in coltura liquida e altri accorgimenti :)
      Buona serata e un abbraccio
      Lou

  2. Bellissima Lou! Queste tradizioni mi fanno veramente impazzire, hai risvegliato in me il ricordo della focaccia di S. Martino, con dentro le monete per i bimbi! Se ti piace l’aroma del cocco, puoi rafforzarlo utilizzando l’olio di cocco, un prodotto che si trova nei negozi bio, ha la consistenza del burro ed è profumatissimo. Io l’ho utilizzato per il mio panfrutto vegano appena pubblicato nel blog :)
    Un abbraccio Maria Teresa

    • Cara Maria Teresa,
      grazie per il tuo commento.
      Non conosco la focaccia di San Martino ma vado subito a informarmi.
      Ottima idea quella dell’lio di cocco, potrei sperimentare usandolo nell’impasto al posto del burro cosicché questo pane lo possano assaporare anche le mie amiche vegane :)
      Grazie mille per l’incoraggiamento e input
      Buona serata e un abbraccio
      Lou

  3. La corona esotica :D :D :D
    tu mi fai morire, te l’ho già detto? :D certochessì <3
    Ma veramente trovavi sempre tu il re? sei proprio una vera punk amica mia :D
    comunque lo sai che anche io prima di avere il blog iniziavo sempre ricette senza avere tutti gli ingredienti…ero proprio una cialtrona.
    Oggi sono un pò più maniaca….giusto un pelo :D
    Però vedi che grazie a questi inconvenienti si fanno delle interessanti scoperte. E in effetti mi hai fatto venire voglia di provare il latte di cocco in qualche brioches.
    Prendo appunti nel mio quadernino, Stella.

    Ti bacio senza moderazione.
    Buona serata amica mia :*

    • Ahhahhaahhah, la sagra della follia altroché!
      Si si, figurati poi con il caratterino autoritario che ho (mai menzionato il fatto di essere nata il giorno dopo Hitler e lo stesso giorno dell’ayatollah Khomeini?) non sai la gioia della famiglia…
      Oh, ma mi stai dando della cialtrona????
      Il problema con lo sfsamento lavoro nuovo/feste è che decido cosa fare per il blog tipo 5′ prima di pesare gli ingredienti :D
      Vedrò di migliorare ;)
      Fammi sapere che ne pensi del latte di cocco…io vedrò di lavorare ancora a questo impasto per cercare di renderlo più soffice e alveolato ;)
      Un abbraccio grande grande e buon inizio settimana lavorativa!
      Bacissimi
      Lou

  4. ma come, se io cambio un ingrediente mi viene un porcaio, lo cambi tu e ti viene un successo? noooo, devo smettere con il blog, con panissimo e con tutto il resto, il mio fegato non vi regge più, siete tutti troppo bravi!
    complimenti tesora, bella questa corona esotica dei Re Magi …. un bacio grosso!
    Sandra

  5. Quest’anno sono io la regina!!!! Dopo 40 anni, anche io mi sono conquistata la mia corona, la tengo in testa anche quando vado a letto! Son scema, ma qui lo sai, son soddisfazioni!!!

  6. E’ proprio così, secondo me, che si fanno le migliori scoperte in cucina: quando ci manca qualche ingrediente in dispensa diamo il meglio di noi pur di realizzare ciò che ci siamo prefissate, vero? :)
    E’ bellissima questa brioche!
    Un bacione carissima, a presto!

  7. ma solo a casa mia tesoro non si è mai fatta la corona dei Re Magi? e pensare che mia mamma ha vissuto in Svizzera per quasi 10 anni da giovane…
    secondo me la sua assenza in tavola è dovuta al fatto che non ama cucinare!!!
    rimedierò il prossimo anno…magari provando la tua versione esotica!
    baci
    baci

    • Pensa te!
      Dove ha vissuto??
      Beh sicuro se non ama cucinare non è cosa per lei ;)
      Spero ti possa piacere, puoi anche provare la ricetta prima se ti piace il cocco, puoi fare dei panini
      Ma sai che ne ho congelati un po’ e da scongelati erano acnhe un poco più soffici?
      Un abbraccio grande e tanti baci
      Lou

  8. This is so interesting. I’ve loved Gallette des Rois ever since having it for the first time at a dinner party in Paris, and listening to people argue over where to find the best one in the city. The other thing that was intriguing was the little drama that accompanied the cutting and serving the cake, in which the youngest child present would crawl under the table, responding as Euridyce in the underworld when an adult would rap on top of the table. A series of questions and answers ensured, followed by a request for Euridyce to predict who would find the “fevre” (“bean”–a little ceramic figure) and thus get to wear the tissue crown that all French bakers include with their GdR and experience a year of good fortune.

    Is the Swiss version accompanied by anything similar? Thanks.

    Ken

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