A quiet rise, my Chestnut flour and rice milk Popovers / I miei “diversamente popovers” con farina di castagne e latte di riso

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It’s Sourdough Surprises time again! This month’s theme is Popovers. I often saw these enthusiastically risen treats during my web-excursions in the foodblog world. I found them quite fascinating but never tried to bake them. Isn’t it lovely to have an excuse to try something new out? This recipe really struck a chord with me.
Wanting to do something different from the original recipe suggested by Jenni and Shelley, that can be found on King Arthur Flour’s blog, I made some little changes which probably influenced the final result of the product: my quietly risen popovers (or should I call them half way through popped-overs?). Not having any terms of comparison I can only say these popovers may have not burst their guts out but they are sweet and creamy. Yes creamy, and no trace of cream at all! Surely the presence of the beaten eggs enrich the dough and confer this lovely silky texture. Regarding the failed popping over of the dough I can only guess the chestnut flour inhibited the rising, surely my oven didn’t help and it’s now quite clear to me that the heat is not evenly distributed having a hotter spot on the right side which helped two popovers to burst a little more. Probably I should have filled the mould to the brim but stayed a little lower, and for ne mould the batter wasn’t enough to go all the way up. Anyone has any other suggestions? I’ll surely try again this recipe, and see whether it can improved.

Chestnut flour and Rice Milk Popovers
Makes 5 popovers

170 gr rice milk, lukewarm
2 small eggs
125 gr sourdough starter (50% hydration)
20 gr chestnut flour
70 – 80 gr AP flour
a pinch of salt

Dissolve the sourdough starter in the lukewarm rice milk, add the beaten egg, salt and sifted flour.
Mix until even, but do not overdo it a few lumps are ok.
The batter should be thin, more or less like heavy cream.
Let rest 10’ and in the meanwhile preheat the oven and popovers / muffin pan at 450°F/230°C.
Take out the pan and lightly oil it with seed oil.
Quickly pour the batter taking care to leave space between the popovers.
If you are using popover moulds fill them almost to the top, but in case of muffin pan/moulds fill them up to the brim.
Bake at 450°F/230°C for 15’, then lower at 375°F/190C° for another 10’-15’ or until golden brown.
Demould the popovers and serve warm.

You can see the other Popovers recipes here

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I miei “diversamente popovers” con farina di castagne e latte di riso

E’ di nuovo tempo di Sourdough Surprises l’appuntamento mensile incentrato su ricette fatte con il lievito madre. Il tema di questo mese sono i Popovers. Ma cosa sono i popovers? Versione americana dello Yorkshire pudding, sono una sorta di muffin vuoti all’interno con una grande cupola. Non proprio il risultato da me ottenuto, ma vi assicuro che vale la pena di provarli. Ho visto spesso questi muffin dalla lievitazione entusiasta durante le mie web-escursioni nel mondo dei foodblog e li ho sempre trovati molto affascinanti, ma non ho mai provato a farli. Non è forse il bello di iniziative come Sourdough Surprises quello di fornire un’ottima scusa per provare una ricetta nuova? Questa ricetta ma ha davvero colpita positivamente. Volendo fare qualcosa di diverso dalla ricetta originale suggerita da Jenni e Shelley, che potete trovare sul blog di King Arthur Flour, ho fatto alcune piccole modifiche che probabilmente hanno influenzato non poco il risultato finale del prodotto: i miei “diversamente” popovers (o dovrei chiamarli popovers giunti a metà strada?). Non avendo nessun termine di paragone posso solo dire che questi popovers non avranno scoppiato le proprie budella di fuori ma sono buonissimi, dolci e cremosi. Sì cremosi, e non c’è un goccio di panna nell’impasto! Sicuramente la presenza delle uova sbattute arricchisce la pastella e conferisce questa bella texture setosa. Per quanto riguarda il fallito “popping” della cupola posso solo immaginare che la farina di castagne abbia inibito la crescita, sicuramente il mio forno non ha aiutato ed è ormai chiaro che il calore non viene distribuito uniformemente. Pare palese che la parte destra è più calda, cosa che ha aiutato due popovers a lievitare di più rispetto agli altri. Probabilmente avrei dovuto riempire gli stampi fino all’orlo, ma mi sono tenuta veramente poco più in bassa e forse questo ha fatto la differenza. Qualcuno ha altri suggerimenti in merito? Sicuramente proverò nuovamente questa ricetta cercando di capire se possa essere migliorata.

Popovers alla farina di castagne e latte di riso
x 5 popovers

170 gr latte di riso tiepido
2 uova piccole
125 gr lievito madre (50% di idratazione)
20 gr farina di castagne
70-80 gr di farina 00
un pizzico di sale

Sciogliete il lievito madre nel latte di riso tiepido, aggiungete l’uovo sbattuto, il sale e la farina setacciata.
Mescolate bene, ma non esagerate, se ci sono alcuni grumi non è un problema.
L’impasto deve essere denso ma non troppo, più o meno come panna liquida da montare.
Lasciate riposare 10′ e nel frattempo preriscaldate il forno e gli stampi per muffin a 230 ° C.
Estraete la teglia con gli stampi e oliateli leggermente con olio di semi.
Rapidamente versate l’impasto nelle formine avendo cura di lasciare spazio tra i popovers.
Se si utilizza stampi specifici per popover riempirli quasi al fino all’orlo, ma in caso di formine per muffin riempite fino all’orlo.
Cuocete in forno a 230 ° C per 15′, poi abbassate a 190C ° per altri 10′-15′ o fino a doratura.
Sformare i popovers e servire caldi.

Potete vedere le altre ricette di popovers qui

18 thoughts on “A quiet rise, my Chestnut flour and rice milk Popovers / I miei “diversamente popovers” con farina di castagne e latte di riso

  1. Mi piace un sacco!!! Forse mi hai dato l’ispirazione giusta per usare la mia (nel senso di automacinata) farina integrale di mais cuzco… Se mi butta bene farò dei Pop(corn)over :D
    Sei sempre “la più migliore” (l’Accademia della Crusca mi ha autorizzato a usarlo in riferimento a te).

    P.S.: Signora Jane, mi concedo la libertà di mandarle un caloroso abbraccio, benché virtuale :D

  2. Favetta, sono diventata già fan della “lievitazione entusiasta” :D
    Ma come potrei fare senza di te????
    Senza le tue ricerche e i tuoi preziosi esperimenti….quanto mi piace il tuo approccio alla cucina…te lo devo aver scritto già in passato (oddio, tra me e te parlare di passato fa strano, ma tant’è :D )

    Dove sei stata tutto questo tempo? quanto tempo prezioso abbiamo perso? .__.
    Ti bacio fragorosamente.
    Buona giornata bellina mia :*

    • Ma dici a me la donna fava che si sta prendendo a pugni brutti con il panettone?????
      Tesora noi ci si deve incontrare, a Roma, città che ho visto poco ma amato molto.
      Mi devi portare a comprare provette e alambicchi.
      Ce la potevamo fare, eccome se ce la potevamo fare.
      Ti abbraccio forte e chiara Mentuccia mia delicata :*

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