Foolproof family recipes: My Aunt Luciana’s aniseed biscuits / Ricette infallibili: Le ciambelline all’anice della zia Luciana

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There are recipes that never turn out wrong. Fail safe, tested over many years by grandmothers, mothers, aunts and family friends, they never disappoint. These small wonders are the result of years of testing, a sense of balance and innate culinary mathematics learned through repetition of everyday tasks in the kitchen. Gestures coming from a time when there were no Barilla nor McVities (and therefore no concept of boycott) but mothers who would create recipes for everyday meals, holidays and special occasions. Recipes had to work, the faint idea of wasting food wasn’t even considered, and those recipes united family members along generations, binding them with sweet memories. Fortunately many of us are going back to these ancient values, away from Barilla’s White Mills and pre-packaged bags of cookies. Almost every family has a biscuit or cookie recipe that has been handed down from generations, which is revived every now and then, usually during the Christmas period.

When I think of my aunt and cooking I think of two old-fashioned recipes. Basic, traditional and genuine. Potato gnocchi, nobody makes gnocchi as my aunt does. Uniform, perfect grooving on their surface (she uses the grater pushing them on the side opposite the blades), the soft inner curve ready to welcome sauce…but I am digressing and daydreaming. This post is about the biscuits! Years ago, when I was in hospital and underwent surgery, my aunt asked me if I needed anything. I had no doubt: aniseed biscuits. On that occasion she wrote down the recipe for me, on one of her famous note papers on which she scribbles recipes and reminders. Being notoriously disorganised I thought I’d lost the recipe, but stubborn as I am decided to take a quick look at old diaries, and a few nights ago managed to find the precious recipe. The recipe is revisited, but you can use the dough mix as a base for any type of biscuit that comes to your mind. And please, send me your version of the biscuits!

My Aunt Luciana’s biscuits (edit )
makes 1 kg biscuits / 2 baking trays

500 gr flour
1 teaspoon of baking powder
200 gr butter
300 gr sugar
20 gr of milk
1 whole egg
1 egg yolk
2 tablespoons white wine
10 gr of crushed fennel seeds
100 gr of candied orange peel

Reduce the butter into a cream and add the sugar, mix thouroughly.
Add the flour sifted with baking powder, knead with your hands until you get a crumbly and uniform mixture, add fennel seeds and candied orange.
Add the eggs, white wine and milk until you get a homogeneous and compact dough.
Wrap in clingfilm and let rest in refrigerator 30 ‘.
Shape the biscuits by rolling out the dough to a 6-7 mm diameter, cutting 8-9 cm long stripes and closing the seams to form a doughnut like shape.
Anyway just try and go along and see what size of biscuits you prefer and go along with it, some people like their biscuits more big, I like them about 4 cm.

Bake in preheated oven at 200 ° C for 10′ – 15 ‘, until golden brown.
If you have hot air option on your oven is preferable to set it on, rather than static mode, and the biscuits will be cooked more evenly and will be very crispy .
Transfer to a wire rack and cool completely.
Be careful when transferring the biscuits on the rack because before cooling they are very delicate and break easily!

The original recipe does not use fennel seeds but aniseed, and instead of candied orange peel my aunt puts grated rind of one lemon.
Keep in mind that I really love the flavour of aniseed and fennel seeds and quantities are perhaps a bit too much for those who want the biscuits to have only a hint of the flavor.
If so, try to reduce the quantities of seeds a little, maybe 6 grams, after the first batch you bake you will see if you think you want more.
In short, play with my aunt’s recipe!

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Ricette infallibili: Le ciambelline all’anice della zia Luciana

Ci sono delle ricette che non si possono sbagliare mai. A prova di bomba, testate nel corso degli anni da nonne, mamme, zie e amiche di famiglia, non deludono mai. Dietro a questi piccoli prodigi ci sono anni di prove, un senso dell’equilibrio e della matematica culinaria innati, la ripetizione amorevole di gesti quotidiani e anche un po’ antichi. Gesti di un tempo in cui non esistevano le Barilla e Colussi del caso (e dunque manco il concetto di boicottaggio) ma erano le mamme che si industriavano a creare ricette da portare in tavola. Per feste ed occasioni speciali. Ricette che dovevano funzionare, perché il concetto di spreco non esisteva, ricette che univano le famiglie in generazioni di ricordi. Fortunatamente stiamo un po’ tutti tornando a questi valori antichi, allontanandoci da Mulini Bianchi del caso e buste di biscotti preconfezionati. E bene o male quasi in tutte le famiglie c’è una ricetta di biscotti che è stata tramandata e che viene riproposta, magari durante il periodo delle feste natalizie.

Mia zia è incarnata in due ricette di stampo antico, basiche, tradizionali e genuine. Gli gnocchi di patate e le ciambelline all’anice. Nessuno fa gli gnocchi come mia zia. Uniformi, il solchi della grattugia perfetti (si lei non usa i rebbi della forchetta né il blocchetto apposito ma la grattugia!), la curva morbida e pronta ad accogliere il sugo…ma sto divagando e sognando ad occhi aperti. Questo post è sulle ciambelline! Anni fa, quando ero in ospedale a seguito di una operazione, mia zia mi chiese se avessi bisogno di qualcosa. Non avevo dubbi: ciambelline all’anice. In quell’occasione trascrisse la ricetta e me la lasciò, su uno dei suoi famosi bigliettini dove appunta ricette e promemoria. Essendo notoriamente disordinata pensavo di averla persa la ricetta, ma testarda come sono ho deciso di dare una rapida occhiata alle vecchie agende e poche sere fa ho ritrovato la preziosa ricetta. Vi propongo la mia rivisitazione, ma potete usare l’impasto come base per qualsiasi tipo di ciambellina vi venga in mente. E mi raccomando, mandatemi la vostra versione!

Ciambelline della zia Luciana (modificate)
x 1 kg di ciambelline / due teglie

500 gr farina
1 cucchiaino di lievito per dolci
200 gr burro
300 gr zucchero
20 gr di latte
1 uovo intero
1 tuorlo d’uovo
2 cucchiai di vino bianco
10 gr di semi di finocchio tritati
100 gr di scorza d’arancia candita

Ridurre il burro in crema e unire allo zucchero.
Aggiungete la farina setacciata con il lievito per dolci, impastate con le mani finché otterrete un impasto sbricioloso e omogeneo, aggiungete i semi di finocchio e l’arancia candita.
Aggiungete le uova, il vino e il latte finché otterrete un impasto omogeneo e compatto.
Avvolgetelo in della pellicola e fate riposare in frigorifero 30’.
Date la forma alle ciambelline, praticamente dovete formare un salsicciotto di impasto e richiuderlo su sé stesso lasciando un bel buchetto nel centro.
Cuocere in forno preriscaldato a 200°C per 10’-15’ circa, finché dorati.
Se avete l’opzione aria calda è preferibile impostare il forno così piuttosto che la modalità statica, i vostri biscotti verranno cotti in maniera più omogenea e saranno molto croccanti.
Trasferire su una gratella e raffreddare completamente.
Fate attenzione perché prima di raffreddare sono molto delicati e si rompono facilmente!

La ricetta originale non prevede l’uso di semi di finocchio ma di semi di anice e al posto dei canditi viene messa la scorza grattugiata di un limone.
Tenete a mente che amo molto il sapore di anice e finocchio e le quantità forse sono un po’ eccessive per chi volesse solo una leggera nota.
Vi consiglio perciò di provare a ridurre un poco le quantità di semi, magari a 6 grammi, e vedere dopo la prima infornata se pensate ce ne vogliano di più.
Insomma, giocate anche voi con la ricetta di mia zia!

7 thoughts on “Foolproof family recipes: My Aunt Luciana’s aniseed biscuits / Ricette infallibili: Le ciambelline all’anice della zia Luciana

  1. Ciao Lou, finalmente passo a trovarti :) e trovo proprio quello di cui parlavo e che a me manca…ricordi di sapori che confortano perché riportano all’infanzia ed al calore di un abbraccio. Una buona domenica anche a te

    • Grazie per essere passata Valentina.
      So che non sarà di grande consolazione ma comunque penso che il fatto che tu non abbia questi ricordi rende ancora più speciale la tue esperienza e ciò che fai in cucina.
      Penso sia più facile, quando cresci tra crostate e gnocchi fatti in casa, appassionarsi alla cucina.
      Tu hai fatto il tuo percorso da sola, con molta determinazione ed é straordinario quello che hai ottenuto.
      A presto
      Lou

  2. Da bambina le mangiavo anche io (senza la scorza candita) e ora mi hai fatto voglia di mangiarle di nuovo. I semi di anice si usano molto in centro Italia (e un giorno magari faro’ qualche ricerca per capire il perche’).

    • Ciao Simona :)
      La scorza candita é stata una mia aggiunta, mia zia mette la scorza di limone.
      A me l’anice ppiace tantissimo e penso svilupperò ancora altre ricette con questo fantastico ingrediente ;)
      Se provi le mie ciambelline fammi sapere cosa ne pensi ;)
      Buona giornata
      Lou

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